Olio di Palma fa Male: Quello che non Sai!

olio di palma fa male

L’olio di palma fa male! Quante volte ti sei sentito dire questo? 

L’Olio di palma è un condimento usato da sempre in tutte quelle regioni dove è sconosciuto o non è coltivabile l’Olio d’Oliva. Nessuno ha mai avuto problemi utilizzando olio di palma in quelle regioni, c’è però da dire che quelle popolazioni non hanno una dieta ricca di grassi saturi come il burro (che noi usiamo troppo largamente).

L’olio di palma fa male? Come mai è così tanto usato? 

Partiamo spiegando che le palme da olio ovvero le Elaeis guineensis, sono piante originarie di una vasta zona dell’Africa che si trova tra il Gambia e l’Angola proprio a ridosso del Golfo di Guinea, ma oggi la si può trovare soprattutto in vaste zone tropicali americane e del Sud-est asiatico; in secondo luogo c’è da differenziare tra olio di palma e olio di semi di palma.

Il primo è un olio che si ricava dalla spremitura o dalla centrifugazione del mesocarpo dei frutti, cioè della polpa; il secondo invece è un olio prodotto dalla pressatura dei semi del frutto della palma.

A temperatura ambiente, entrambi questi oli hanno una consistenza solida o semi-solida grazie all’alto contenuto di acidi grassi saturi, ma con un processo di frazionatura è possibile separare la parte liquida da quella solida.

I frutti utilizzati per la produzione dell’olio di palma vengono opportunamente sterilizzati e denocciolati, una volta sottoposti ad una pressione idraulica tale da permettere la produzione dell’olio, è possibile notare la colorazione rosso-arancione del prodotto, dovuto ad una forte concentrazione di carotenoidi, che purtroppo vengono persi durante la fase di raffinazione per portare l’olio ad un livello di acidità, profumo e sapore gradevole. Nonostante questo processo l’olio di palma rimane un olio ricco di acidi grassi saturi, proprio come la carne, che alzano il livello di colesterolo.

L’olio di palma è usato anche nell’industria dolciaria perché è un ingrediente che permette una lavorazione ottimale delle glasse e delle coperture.

A differenza dell’olio di palma, l’olio di semi di palma o olio di palmistri, è ricco di acido laurico, non influisce quindi sui lipidi plasmatici, inoltre sembra che sia anche un potente antibatterico; l’olio di palmistri è simile all’olio di cocco e viene largamente utilizzato nell’industria di saponi e detersivi e nell’industria dolciaria per la preparazione di gelati, biscotti e margarine.

Quindi è buono o cattivo? L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) consiglia di moderarne il consumo, ma è un’indicazione che vale per tutti i grassi come ad esempio il burro, infatti raccomanda di non superare il 7% delle calorie totali che, per una dieta da 2000 kcalorie, corrisponde al massimo a 16 grammi di grassi saturi.

L’olio di palma lo troviamo nei biscotti e nelle merendine ma in quantità minime, quindi a colazione sarebbe molto peggio ingozzarsi di uova fritte nel burro piuttosto che mangiare una merendina contenente una percentuale di olio di palma, gli acidi grassi saturi che andrebbero ad incidere sul valore del colesterolo sarebbero molto più alti nel primo tipo di colazione.

Ma quindi l’olio di palma fa male? L’olio di palma è un condimento sicuro quanto lo è il burro.

Olio di Palma e Aloe Vera

Olio di palma e l’aloe vera cosa hanno in comune? Nulla. Nel Gel della pianta non vi è minima traccia di Olio di Palma. 

– Hai mai fatto il conto di quant’olio di palma ci può essere in una compressa da 200 o 300 milligrammi? Un decimo di goccia?

– Quindi se ci pensi come può farti male un decimo di goccia o avere un impatto sull’ambiente per 10 gocce?

Se ti stai chiedendo ancora se l’olio di palma fa male, sappi semplicemente che le aziende lo usano perché è il miglior ingrediente disponibile per amalgamare le compresse senza utilizzare prodotti chimici, e quindi per avere un prodotto al 100% naturale diventa indispensabile.

 

Valeria Bonora

Sono Vale, eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare ma soprattutto comunicare e trasmettere “qualcosa”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

top